
da "Il Giornale di Vicenza", lunedì 8 gennaio 2019, di Enrico Saretta
«Ho un vuoto di memoria su quanto accaduto quel giorno, per cui non so bene cosa sia successo racconta -. Escludo però di aver avuto un mancamento, perché mi hanno sentito urlare».
Poi, il buio. Berizzi era stato trasportato d’urgenza a Trento. Qui si è risvegliato e ha iniziato il suo percorso di riabilitazione, che l’ha portato prima a Treviso e infine all’ospedale di Bassano. Nonostante le difficoltà, non ha mai smesso di pensare al suo grande amore, l’ambiente.
«C’è ancora molto da fare per rendere Bassano una città a misura di ciclista afferma Berizzi -. Purtroppo i cicloturisti spesso non trovano il posto per parcheggiare la loro bici e questo va a discapito della vocazione turistica della città. Sarebbe necessario sacrificare qualche posto auto per introdurre qualche rastrelliera in più».
Secondo il presidente della Fiab, però, anche i cittadini dovrebbero modificare alcune abitudini poco sane.
«Non bisogna avere la pretesa di raggiungere il centro della città in auto se si abita ad appena 300 metri prosegue Berizzi altrimenti si rischia solo di peggiorare la situazione dell’inquinamento. Dobbiamo ripartire dall’educazione, e la scuola può avere un ruolo fondamentale».