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Le bici a noleggio non decollano. Costi troppo alti.

Il bike-sharing tramite i mezzi a pedalata assistita forniti dal ministero non è stato attivato dal Comune per le spese di gestione e di assicurazione elevate.

27 02 2018rs

 

da "Il Giornale di Vicenza", martedì 27 febbraio 2018, di Nicola Negrin

Doveva, o meglio, poteva essere un servizio da lanciare in anteprima come sperimentazione in attesa del grande progetto finanziato dal bando periferie per un valore di 600 mila euro. Doveva, appunto. Perché il bike-sharing che il Comune avrebbe dovuto attivare attraverso le bici a pedalata assistita fornite dal ministero dell’Ambiente non è decollato. E forse non decollerà mai. Colpa dei costi di gestione troppi alti, delle spese per l’assicurazione elevate e dell’impossibilità da parte della struttura comunale di avviare le pratiche in tempi utili. «Purtroppo ammette l’assessore alla progettazione Antonio Dalla Pozza non è così semplice come si poteva pensare».


IL LATO POSITIVO. A dire la verità, la medaglia ha come sempre due facce. E prima di guardare a quella negativa,
c’è da raccontare il lato positivo. Sì, perché gran parte di quelle biciclette a pedalata assistita che palazzo Trissino ha ricevuto dal ministero dell’Ambiente (attraverso il progetto attivato con Anci e Ducati Energia “Prototipo di bicicletta a pedalata assistita ad alto rendimento e a emissioni zero E-bike 0”, dal valore di 136 mila euro, di cui 36 mila finanziati dallo Stato) sono effettivamente utilizzate. È sufficiente dare un’occhiata al porticato di palazzo degli uffici dove sono parcheggiati numerosi mezzi di colore bianco e verde. «Le usano i dipendenti comunali prosegue Dalla Pozza co-me è stato stabilito nell’accordo con il ministero».


IL LATO NEGATIVO. In effetti, la prima intesa con il ministero prevede che le 30 biciclette (collocate a palazzo Trissino e nei due bicipark della città) siano riservate esclusivamente ai dipendenti del Comune per gli spostamenti durante l’orario di lavoro. Tuttavia, pochi mesi dopo il Comune chiede (e ottiene) di poter mettere a disposizione della città quei mezzi a pedalata assistita. «Sarà possibile è la risposta una volta che sarete diventati proprietari». Cosa che accade a inizio novembre. «Da allora racconta l’assessore alla progettazione abbiamo cercato di capire come poter far partire il servizio ma le difficoltà sono notevoli». Per questo se molte delle biciclette sono sì utilizzate dai dipendenti altre, in particolare tutte quelle parcheggiate al bicipark di ponte San Paolo, sono inutilizzate e coperte da un telo.


Ma il bando periferie ne porta 350
Da una parte c’è una sperimentazione che non decolla, ma dall’altra c’è un progetto che è pronto a partire e che porterà una flotta di oltre 350 biciclette a noleggio. Il Comune ha ottenuto 600 mila euro, tramite il bando periferie, per l’attivazione del servizio di bike-sharing. «Andremo a rivedere un piano che era stato predisposto nel 2009», aveva spiegato l’assessore alla progettazione Antonio Dalla Pozza. E se nove anni fa si era ipotizzato di installare 10 stazioni con 6 biciclette ciascuna «adesso pensiamo a una soluzione più innovativa come avviene a Milano aggiunge e un’ipotesi potrebbe essere quella di posizionare anche biciclette a pedalata assistita perché consentono spostamenti più veloci e non le hanno tutti. Siamo in fase di studio». In base ai primi studi il sistema «dovrà consentire sia il funzionamento basato su stazioni con presa e riconsegna delle biciclette in punti definiti e attrezzati sul territorio, sia il funzionamento a flusso libero». La città sarà divisa in tre zone. Un primo ambito interno alle mura duecentesche con 29 rastrelliere per un flusso libero ma controllato; un secondo ambito intermedio (entro le mura cinquecentesche) con circa 24 stazioni e un ambito esterno nelle aree urbanizzate con circa 12 stazioni. Il tutto con almeno 350 bici.

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