Le legge quadro sulla mobilità ciclistica. Spiegata bene

D'ora in poi a tutti i livelli, da quello nazionale a quello regionale fino a quello comunale, ogni amministrazione dovrà pianificare anche la mobilità ciclistica che raggiunge il livello di qualsiasi altra rete trasportistica che deve essere pensata, pianificata e realizzata, con l'obiettivo di migliorare la qualità urbana, l'ambiente e le città, oltre che di promozione turistica.

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In più ci sono disposizioni per i comuni che devono mettere in atto strumenti urbanistici per realizzare le velostazioni, gli stalli per bici e approvare regolamenti edilizi che consentano il parcheggio delle bici negli spazi condominiali.

Ci sono altri aspetti secondari anche se importanti, come ad esempio la possibilità di installare portabiciclette a sbalzo sugli autobus. Ma l'aspetto fondamentale è il principio generale del codice della strada che non deve più garantire solo la "fluidità del traffico", ma da oggi in poi dovrà anche garantire la mobilità sostenibile e la circolazione dei velocipedi. Scusate se è poco!

Siamo particolarmente orgogliosi perchè il testo di questa legge l'ha scritta FIAB oramai diversi anni fa. Averla portata a casa all’unanimità è un successo che ci fa davvero passare le Feste con la consapevolezza di avere contribuito a migliorare questo paese. C'è ancora molto da fare, ma le fondamenta di una Italia più ciclabile sono state gettate.

Per maggiori info sulla legge abbuffatevi qua

Articolo di Michele Mutterle

aderisce a FIAB ONLUS - Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta

Dalla parte di chi #pedalaognigiorno

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