
dal "Corriere della Sera" del 16 aprile 2017, di Raffaella Forin
Inizialmente funzionerà nei locali dell’immobile situato in centro storico, all’incrocio fra le vie Matteotti e Gamba, lasciato in eredità all’ente pubblico da Valentino Baccin. In futuro, il laboratorio sarà trasferito all’interno di uno spazio, sistemato e messo a norma, del vecchio ospedale di viale delle Fosse. Il progetto, per il quale sarà steso un regolamento, è la sintesi di diverse opportunità e ha molteplici obiettivi.
Oltre a svolgere piccole attività di riparazione, insegnando ai giovani o agli interessati come tenere al meglio la propria bici, l’iniziativa ha una forte connotazione sociale.
Con l’officina, sarà attivata una sorta di «banca della bicicletta». «Raccoglieremo i velocipedi provenienti dai ritrovamenti effettuati nel territorio comunale, per i quali siano scaduti i termini del ritiro da parte dei proprietari – spiega il consigliere comunale Renzo Masolo, delegato alla Mobilità sostenibile – se ci sarà bisogno le rimetteremo in sesto per poi regalarle alle famiglie o alle persone in difficoltà economiche attraverso l’intervento dell’assessorato alla Persona».
Per la «banca della bici», il consigliere sta mettendo a punto anche altre idee. «Chi vorrà sbarazzarsi di mezzi che non servono più, come quelli da bimbi, li potrà scambiare con altri, oppure donarli, in cambio il beneficiario svolgerà un servizio di volontariato comunitario».
Il laboratorio sarà anche sede di corsi di formazione per chi sta vivendo una fase di disagio e si deve reinserire nella società e nel mondo del lavoro. «Ci saranno lezioni teoricopratiche di ciclomeccanica e di riciclo dei singoli pezzi, senza la pretesa di entrare in competizione con le attività artigianali esistenti alle quali ci rivolgeremo per l’acquisto dei componenti mancanti o da sostituire – aggiunge il consigliere – L’idea di fondo è di fare della ciclofficina il punto di riferimento per la promozione della due ruote. Pensiamo infatti anche ad un servizio di prestito per un tempo definito a turisti o cittadini». L’articolato progetto prevede, inoltre, dopo il trasferimento della ciclofficina nei locali del vecchio ospedale, l’attivazione di uno stallo specifico per le due ruote.
«Sono azioni che spingono verso un cambiamento culturale – conclude Masolo – che vede protagonista la bicicletta intesa come mezzo di trasporto salutare per il fisico e per l’ambiente, economico, solidale e divertente».