L’autostrada delle bici raddoppia i km (e la felicità)

Quasi seimila chilometri di ciclabili che interessano 18 regioni più la capitale. Da Trieste alla Sicilia, cresce la rete di ciclovie nazionali finanziate dal ministero dei Trasporti con 400 milioni di euro, ai quali, con la legge di stabilità 2018, si sommeranno altri 150 milioni.

Ai quattro grandi itinerari scelti lo scorso anno dal Mit, se ne sono aggiunti altri sei: la ciclovia del Garda, la Trieste-Lignano Sabbiadoro-Venezia, la ciclovia Adriatica, da Venezia al Gargano, quella della Magna Grecia, da Potenza a Pachino, in Sicilia, l’anello della Sardegna, da Santa Teresa di Gallura a Sassari, la Tirrenica da Ventimiglia a Roma.

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da "La Repubblica" di martedì 28 novembre 2017, di Cecilia Gentile

Definizioni evocative, che fanno sognare. Perché questo si è prefisso il ministro Graziano Delrio decidendo di inaugurare un sistema di ciclovie nazionali in accordo con il responsabile dei Beni Culturali Dario Franceschini: valorizzare il territorio attraverso la mobilità dolce, creare lunghi itinerari per le biciclette che entrino nel cuore dell’Italia permettendo anche alle famiglie con bambini di pedalare in sicurezza. E tra poco, a sostegno di questa inedita visione, sta per essere varata la prima legge quadro sulla mobilità ciclistica. Già approvata all’unanimità alla Camera il 14 novembre, verrà votata in Senato entro Natale.

La FIAB, la Federazione italiana amici della bicicletta, continua a fare pressing perché non ci siano rinvii, ultimamente anche con una pedalata da Montecitorio a palazzo Madama per consegnare il testo di legge nelle mani di Altero Matteoli, presidente della commissione Trasporti del Senato, che dovrà licenziare il provvedimento. «Per la prima volta la legge assegna allo Stato, in particolare al ministero dei Trasporti, il compito di sviluppare la mobilità ciclistica. È un cambio di passo. Finora i finanziamenti una tantum dipendevano dalla sensibilità dei ministri. Adesso i 5 miliardi del fondo per le infrastrutture dovranno servire anche per la mobilità ciclistica», spiega 11 deputato Paolo Gandolfi, relatore della legge De Caro-Gandolfi, dal nome dei due primi firmatari. «Abbiamo dato gambe ad un sistema», conferma Delrio.

Intanto, le prime quattro ciclovie finanziate con la legge di stabilità 2016 avanzano con più o meno celerità. Si tratta di VenTo, da Venezia a Torino lungo il Po, della ciclopista del Sole da Verona a Firenze, il romano Grab, grande raccordo anulare delle biciclette, l’Acquedotto pugliese. Per le nuove sei si sta concludendo la fase della firma del protocolli con il MIT. I finanziamenti prevedono che il 50% della spesa sia a carico delle Regioni e naturalmente non bastano a coprire l’intero costo dei percorsi, che procederanno per lotti.

La costruzione della rete è stato e continua ad essere un lavoro a più voci, scaturito prima di tutto dal basso, dagli utenti della bici, e sostenuto dagli enti locali che hanno intuito il grande business del turismo in bicicletta, come ha recentemente ricordato anche il forum sulla Bikeconomy a Roma. Nell’operazione sono entrati anche i territori intorno al lago di Garda, che con i suoi 22 milioni di turisti l’anno è la terza meta italiana. «Puntiamo a creare un sistema di mobilità sostenibile trasformando il territorio per renderlo compatibile con le esigenze dei cicloturisti», spiega Raffaele De Col, direttore del dipartimento Infrastrutture e Mobilità della provincia autonoma di Trento, che fa da capofila al progetto. Dunque via a passerelle in materiale cementizio che simula il legno aggettanti sul lago, e via al recupero della vecchia strada dannunziana da Riva del Garda a Salò.

Con la ciclovia Trieste-Lignano Sabbiadoro-Venezia, il Friuli Venezia Giulia salderà la sua rete alla ciclovia Adriatica, attraverso percorsi che dal Carso scendono alla laguna di Grado, Marano e Venezia, in aree di grande interesse naturalistico e paesaggistico. La Sardegna scommette sulle ferrovie abbandonate per rendere attrattive non solo le coste, ma anche l’interno, con località come Barumini, sito Unesco per la presenza di un villaggio nuragico in ottimo stato di conservazione.

E la Regione Calabria, che ha deciso di recuperare il tempo perduto inserendo il suo biciplan all’interno del piano regionale trasporti, punta sul richiamo della costa ionica e tirrenica costellate dalle testimonianze archeologiche dell’antica Grecia.

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