Ciclabile del Garda. Limone è partita

Pedalare sospesi a metà fra il blu dell’acqua del lago e le cime dei monti che lasciano senza fiato. Pedalare davanti a un vuoto che però non fa paura. Un’emozione tutta da provare nella nuova pista ciclopedonale che ieri, alle 17, è stata inaugurata a Limone. Si tratta del primo tratto, un chilometro e 900 metri, dell’anello destinato a collegare tutto il perimetro del lago di Garda.

 

15 07 2018rs

da "Il Corriere del Veneto", 15 luglio 2018, di Silvia Giatti e Davide Orsato


Un’esperienza unica che gli appassionati di natura e movimento possono ora provare sulla riva lombarda. Una prima parte di un’opera che passerà alla storia, forse, per essere fra le più belle piste ciclabili del mondo.
Ieri ad inaugurare la pista a sbalzo, si dice così in gergo in-gegneristico, è arrivato anche il ministro per le infrastrutture, Danilo Toninelli. Con il sindaco di Limone, Franceschino Risatti, l’assessore ai lavori pubblici della Provincia di Trento, Mauro Gilmozzi, e l’assessore al turismo della Lombardia, Lara Magoni, Toninelli ha tagliato il nastro ed inaugurato l’opera benedetta dal padre superiore comboniano Pierpaolo Monella.
Il tratto aperto ieri è lungo circa due chilometri. E si presenta come una lingua di calcestruzzo realizzata come se fosse legno. Due metri e mezzo di larghezza e una rete di protezione in acciaio che separano dal vuoto e dall’emozione di quello che ci sta dopo.

Un’opera costata 3.500 euro al metro lineare per un totale di 7,6 milioni di euro. Realizzata a ben 50 metri di altezza, la pista ciclabile è stata costruita in buona parte grazie ai soldi garantiti dal Trentino nel fondo per i Comuni di confine, serviti per realizzare un’infrastruttura che negli
anni — è l’intento di tutti gli amministratori che si affacciano sul lago — dovrà toccare l’intero periplo del Garda per circa 140 chilometri di lunghezza.
Il tratto di Limone sarà aperto 24 ore su 24. Delle luci di ultima generazione si accenderanno appena il sole tramonterà e illumineranno tutta la pista che scorre, in quel tratto, a fianco della vecchia Gardesana lombarda e la renderà ancora più suggestiva.
Risorse sono state impiegate anche per la sicurezza. Non è insolito, infatti, che dalla montagna si stacchino sassi grandi e piccoli. Per questo, sono stati posati ben 1400 metri di reti, a maglia larga e più stretta. Una rete in alluminio, inoltre, fa da protezione fra la pista e il vuoto.

Il progetto dell’opera è il frutto del lavoro di uno pool di ingegneri di Riva del Garda, lo studio Fontana-Lotti. L’opera invece è stata realizzata da un’impresa tutta trentina: la Geo Rock.
«A Limone si dice chiacchierare poco e fare tanto» afferma con soddisfazione il sindaco di Limone, Risatti, che stringe con forza, per l’emozione, la mano del ministro che proprio sulla nuova ciclabile osserva: «Lavoriamo per opere come queste. Vogliamo infatti creare le condizioni perché tutti gli italiani possano addirittura recarsi al lavoro in bicicletta».
La soddisfazione è anche dell’assessore Gilmozzi. «Si tratta di una infrastruttura strategica che fa bene anche al nostro territorio» assicura, confermando che ad ottobre anche la Provincia di Trento aprirà la gara per appaltare l’opera sul lato trentino. Un appalto da sei milioni di euro per il primo lotto di un’opera che, assicura l’assessore di Trento, verrà completata entro quattro anni. Il ministro alla cerimonia ha parlato anche di Autobrennero: «Quella situazione va sanata».


FIAB all’attacco
Nel basso lago le piste ci sono, ma è un caos: spesso non sono collegate e bisogna condividerle con pedoni e perfino bagnanti


Un’eco senza precedenti. Alcuni video, messi in circolazione sui social da testate internazionali, hanno superato il milione di visualizzazioni. Abbastanza da creare un certo hype, come si dice in gergo, una certa aspettativa tra i turisti di tutto il Garda. Anche quelli che hanno scelto, come luogo delle vacanze, una località molto lontana dalla bresciana Limone. In questi giorni, sul lago, nei punti di informazioni turistici, così come tra i gestori di bike rental non si sente chiedere d’altro: «Come si fa ad arrivare alla nuova ciclabile?». La curiosità è tanta, segno anche che le ciclabili possono essere un’occasione ghiotta per gli operatori del settore.

Ma c’è anche il timore, tra chi vive di turismo sulla sponda veronese, che il tratto di ciclabile inaugurato ieri sull’altro lato del Benaco, si riveli una delusione. Per diversi motivi: il primo è che il tratto è molto corto (e lontano), il secondo è legato principalmente ai tempi necessari per lo sviluppo dell’Anello del Garda, l’ambizioso progetto che dovrebbe consentire, in futuro, di circumnavigare il lago pedalando. Tra le voci critiche c’è quella della Fiab, la federazione degli amici della bicicletta. «Purtroppo, con l’Anello siamo solo ad una fase preliminare – spiega Corrado Maraston, presidente di Fiab Verona – per il settore veronese siamo solo allo studio di fattibilità, non è nemmeno stato deciso il tracciato. Questo significa che ci sarà ancora molto da aspettare, e che nel frattempo il tratto realizzato a Limone, anche se verrà allungato a partire dall’autunno, resterà incastrato tra due strade non provviste di ciclabile. Il rischio è che diventi un posto da andare a vedere, senza le reali utilità di una pista, e che pertanto si riempia di gente che staziona, piuttosto di usare quel tratto per andare da un punto all’altro. Insomma, al momento si tratta di uno specchietto per le allodole».

Per quanto riguarda il Garda veronese, il primo tratto a venir realizzato dovrebbe essere quello tra Torbole e Malcesine. Con diverse difficoltà: è anche quello più montuoso, con diverse aree protette. Ci sarà anche da mettere d’accordo la Provincia autonoma di Trento e la Regione Veneto su un progetto condiviso. E il basso lago? Lì le piste ciclabili ci sono già, ma hanno un problema. «C’è grande discontinuità – afferma Marastoni – ogni Comune si è organizzato come credeva, il risultato è che non sono collegate, sono tutte diverse e hanno molte interruzioni. E non c’è stata una progettazione che inibisse o almeno limitasse l’accesso dei pedoni. Il risultato: molte aree ciclabili sono invase, in alcuni tratti c’è gente che si sdraia con un asciugamano o il lettino. Speriamo almeno che il nuovo governo confermi gli investimenti al Sistema nazionale delle ciclovie turistiche, che interessa la provincia di Verona non solo per il Garda, ma anche per la ciclabile del Sole. Senza quelle risorse, l’Anello del lago non avrebbe futuro».

aderisce a FIAB ONLUS - Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta

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