
Uno studente del Bellavitis 2.0 ha restaurato completamente una bicicletta destinata alla rottamazione. Un progetto, in collaborazione con FIAB Bassano, che gli ha permesso di acquisire competenze tecniche, autonomia e fiducia nelle proprie capacità.
In un periodo storico in cui smartphone e dispositivi digitali occupano gran parte del tempo libero dei ragazzi, non è così frequente vedere un adolescente impegnato a smontare, riverniciare, riparare e rimontare una bicicletta. Per questo il progetto realizzato da Raffaele, studente di terza media della scuola Bellavitis 2.0 di Bassano del Grappa, assume un significato che va ben oltre il semplice recupero di una mountain bike.
Per il suo elaborato finale d'esame, il ragazzo ha deciso di affrontare una sfida concreta: riportare in vita una vecchia MTB ormai inutilizzata e in cattive condizioni. Un lavoro che ha richiesto settimane di impegno, attenzione e pazienza. La bicicletta è stata completamente smontata, telaio e componenti sono stati separati, controllati e ripuliti. Successivamente Raffaele ha carteggiato il telaio, lo ha riverniciato e ha iniziato la fase più delicata: il rimontaggio.
Durante il lavoro sono stati sostituiti diversi componenti ormai usurati, tra cui catena, freni, guaine dei freni e del cambio, copertoni oltre ad altre parti che non garantivano più un funzionamento sicuro ed efficiente. Un'attività che normalmente viene svolta da persone con una certa esperienza meccanica e che invece è stata affrontata con determinazione da uno studente di appena tredici anni.
L'iniziativa è nata grazie alla collaborazione tra la scuola Bellavitis 2.0 e FIAB Bassano. I volontari dell'associazione hanno messo a disposizione una vecchia mountain bike destinata al recupero e alcuni componenti nuovi necessari per la sostituzione delle parti più usurate. Le attività si sono svolte all'interno della ciclofficina scolastica, utilizzando gli attrezzi presenti nella struttura.
Naturalmente non tutto è andato sempre alla perfezione. Qualche errore è stato commesso, come è normale quando si affronta per la prima volta un lavoro così complesso. Ma proprio gli errori si sono trasformati in occasioni di apprendimento, grazie al confronto e al supporto dei volontari che hanno seguito il progetto.
Un aspetto particolarmente interessante è stato il coinvolgimento spontaneo di altri studenti. Durante le ore dedicate al progetto, diversi compagni si sono fermati ad osservare il lavoro di Raffaele, incuriositi da un'attività pratica che esce dagli schemi delle tradizionali lezioni scolastiche. Un'occasione per scoprire il valore della manualità, della manutenzione e del recupero degli oggetti.
«Era un progetto che volevo fortemente che lui facesse. Non per riempire il tempo, ma per aiutarlo davvero nell'autonomia e, soprattutto, per rinforzare la sua autostima.» spiega la professoressa Zito, che ha seguito da vicino il percorso. «L'intento era quello di fargli capire che, quando ci si impegna davvero, i risultati arrivano. Anche se all'inizio sembra difficile, anche se si sbaglia, anche se ci vuole tempo. Il lavoro che ha fatto sulla bici glielo dimostra: passo dopo passo, errore dopo errore, ha costruito qualcosa di concreto, funzionante, suo».
Soddisfazione anche da parte di FIAB Bassano. «Abbiamo creduto fin da subito in questo progetto e ci siamo dati da fare per fornire una nostra vecchia MTB arrugginita, alcuni nuovi componenti da sostituire e la nostra disponibilità per un controllo finale e messa a punto», racconta il volontario Marco Turcato. «Raffaele ci ha sorpreso ed è andato oltre le nostre aspettative. In “quasi” completa autonomia è riuscito a ridare vita ad una bicicletta imparando l'uso di attrezzi specifici, il valore del riciclo e del riutilizzo. Ora potrà utilizzarla nei suoi spostamenti quotidiani, con un valore in più legato all’esperienza che rappresenta.».
Alla fine, il risultato è sotto gli occhi di tutti: una bicicletta tornata perfettamente funzionante e un ragazzo che ha scoperto quanto si possa imparare mettendosi alla prova. Un progetto che parla di sostenibilità, educazione e crescita personale, dimostrando che la scuola può essere anche il luogo dove si impara facendo, costruendo e recuperando, con le proprie mani.